L'abbazia di Sant'Anastasia

L’Abbazia di S. Anastasia risale all’ottavo secolo d.C., fu costruita vicino al punto in cui l’Alenta incontra il fiume Calore sulla via Latina.

Solamente grazie a degli studi recenti è stato scoperto che la chiesa è stata costruita sulle rovine di una costruzione precedente, molto probabilmente una villa romana. Nel 980 il principe dei Longobardi Pandolfo I decise di donare la Badia al monastero di San Lupolo e Zosimo e solamente nel 1137 passò sotto il controllo di Montecassino, come dichiarato da alcuni documenti risalenti al periodo del regno di Lotario.

Fino al 1569 l’Abbazia di Sant’Anastasia ebbe la funzione di centro parrocchiale, quando i Pontesi spostarono le principali funzioni religiosi nella chiesa di Santissima Trinità.

Al giorno d’oggi chi visita l’Abbazia può ammirare le sue mura che sono state restaurate in maniera accurata grazie al supporto della Soprintendenza ai Beni Artistici e Storici della Campania.

La pianta della Badia è a forma allungata e comprende una sola stanza lunga 20 metri orientata da est verso ovest con un’ampia abside. Da notare l’irregolarità dei muri laterali che fa in modo che la larghezza della Badia sia di 9 metri dalla parte dell’abside e di 8,80 metri all’ingresso. La stanza è illuminata da sei alte finestre.

Durante il restauro del 1980 fu scoperta la tomba di un guerriero, sepolto con le sue armi. Ancora oggi la tomba è conservata al Museo di Salerno.

L’Abbazia è considerata un monumento d’importanza nazionale.

 

Visita il sito del Comune per maggiori informazioni.

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